26 Maggio 2020
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Fabrizio GIAI ARCOTA lui e il suo grande papa', anima, cuore e tanti sacrifici di un leggendario Giaveno, la grande stima reciproca non ci ha mai diviso, nemmeno ora che Fabrizio purtroppo manca da troppo tempo dal mondo calcistico!

13-04-2020 16:59 - News Generiche
Fabrizio tante persone si sono permesse di criticarti, sinceramente penso che nessuna di loro abbia nemmeno l'idea dei sacrifici che tu e la tua famiglia avete fatto per tenere in alto i Vostro Giaveno
Ciao Lucento, è bello, dopo qualche anno, riparlare di te e della tua
grande famiglia, quella di Corso Lombardia.
Hai gli stessi colori che, sin da bambino, mi sono cucito addosso: rossoblù,
ovvero gli stessi del "mio" Giaveno.
Quando ho scelto un'altra squadra da amare, non ho avuto
eccessiva difficoltà, e sono stati proprio i colori a fare la
differenza.
Ti ho conosciuto da ragazzino, quando armato di penna e
taccuino (l'Ipad ancora non c'era), ti venivo a trovare per scrivere di
te e delle tue squadre, con grande entusiasmo, sul Piemonte Sportivo.

Erano altri tempi, è vero, ma le persone erano le stesse. Carlo e Paolo,
insieme alla loro grande famiglia, innamorata di te più che mai, ora
come allora.
Ed erano sempre battaglie, piacevoli da guardare e mai
banali da raccontare. Ti ricordo poi come avversario, mai domo, e con
quel gigante, lì davanti, a fare sportellate con tutti, e a segnare
tanti gol. Si chiamava Marione Osella, e faceva paura per quanto era
forte.
E poi le tante finali giovanili, vissute con l'adrenalina di un
novello sportswriter o con la semplice passione e, perchè no, con un
briciolo di tifo. Perchè già allora, caro Lucento, non potevo nascondere
una certa qual simpatia.
E' stato quindi naturale, anni dopo, entrare a
far parte del tuo gruppo di amici, della tua famiglia. Ringrazierò
sempre Paolo per avermi cercato e voluto, e ho soltanto il piccolo
rammarico di non aver "ceduto" alle avances con qualche anno di
anticipo. Perchè ho trascorso due anni fantastici, ricchi di
soddisfazioni, di vittorie e di risate. Ricordo i ritiri a Maen, e tanti
ragazzi e dirigenti che ti accompagnano ancora adesso, protagonisti
nella Prima Squadra.
Perchè quella del Lucento è una maglia che ti cuci
addosso per sempre, anche se magari trascorrono anni (è questo il mio
caso) prima che si rimetta piede al "Riconda".
Ho abbandonato il mondo
del calcio da anni, purtroppo. Ma il lunedì mattina (o la domenica
pomeriggio) i primi risultati che vado a cercare sono quelli del Giaveno
e del Lucento. Gli altri, francamente mi interessano poco. Perchè se sei
stato al Lucento, non potrai che esserne tifoso per sempre ...

Fabrizio Giai Arcota

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